Partendo dalla oggettiva constatazione di una politica sempre più spettacolarizzata e mediatizzata e dall’inevitabile personalizzazione della stessa con il proprio leader di riferimento l’autore cerca, attraverso l’analisi delle maggiori testate giornalistiche italiane e di specifici eventi, di offrire una lettura del ” Fenomeno Belrusconi” nelle sue molteplici sfaccetature.
Nella sua personale fenomenologia Boni parte dallo studio del corpo del leader, inteso non tanto come corpo politico quanto come corpo “mediale” dell uomo Berlusconi, e del sapiente usco che egli ne fa. Ecco che allora nei diversi capitoli ci viene presentato il Berlusconi “unto dal signore” che ha affrontato e sconfitto il cancro dando nuova vita al suo corpo malato, il Berlusconi “immortale” che blocca la caducità del suo corpo grazie ad un’operazione di lifting e che riesce in tal modo ad apparire agli occhi del consumatore/elettore come un perfetto prodotto di consumo sempre nuovo e intramontabile o in ultima analisi un Berlusconi “femminile” attraverso un’analisi delle donne di cui si circonda il cavaliere.
Il risultato è quello di una figura caleidoscopica: un Berlusconi “Uno nessuno e contomila”, icona sacra e al tempo stesso pop degna di essere ritratta da Andy Whorol, conseguenza e fine ultimo dell’industria cultural-popolare, il moderno super uomo della società dello spettacolo che diventa super leader in grado alla fine addirittura di trascendere il suo corpo per diventare linguaggio.
“Berlusconi è dovunque perchè tutto è Belusconi” Alberto Abruzzese


George Lakoff ‘bacchetta’ i democratici così come lo psicologo e neurologo Drew Westen che riporta il discorso del linguista arrichendolo di nozioni puramente scientifici e di risposte del cervello umano alle stimolazioni esterne. Vi lascio solo due esempi pratici di Westen che analizza il
La soluzione individuata sta ovviamente nello spin, ovvero in quella serie di operazioni con cui i leader politici (o i loro registi) riescono a utilizzare l’informazione per distogliere l’attenzione da perturbazioni negative e deviarla su aspetti a loro più favorevoli. L’informazione manipolata è generalmente quella delle televisioni e dei telegiornali, che sembrano oggi più interessati a persuadere e intrattenere il pubblico piuttosto che a veicolare veri e propri contenuti. Naturalmente si parte dalla convinzione che la televisione sia oggi particolarmente influente nello spostare i voti (sebbene non possa assicurare la vittoria alle elezioni).