3. il percorso di marketing politico

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17 Risposte to “3. il percorso di marketing politico”

  1. miriam Says:

    ancora non vado al letto, latte e biscotti e poi vado. un saluto ai miei compagni di nottata elettorale e per non lasciare questo commento senza troppi contenuti voglio solo ricordare i temi che sono stati ritenuti al centro dell’interesse per i votanti
    -economia
    -iraq a parimerito con terrorismo
    -sanità
    questo secondo telespettatori della cnn che hanno espresso il loro voto telefonando (se non ho capito male…)
    ‘notte a tutti!
    -ora siamo 78 mccain 200 obama-

  2. miriam Says:

    124 mccain 200 obama. ultimo post, lo giuro!

  3. guarins Says:

    insomma obama ha vinto, avremo l’occasione di vederlo alla prova e scopriremo se è davvero tutta comunicazione, o se la comunicazione è diventata politica. 😉

  4. Marco Says:

    ” Datemi 700 milioni di dollari e la pelle nera e vi giuro che cambierò il mondo…”

  5. Alessandro Says:

    “Sono figlio di un kenyota e di una ragazza madre bianca…” Ha creato un racconto vincente, ora esempio di american dream. Ma vedremo da ora in poi come si rapporterà al tema. Potrebbe essere un fardello se mal gestito…

  6. Alessandro Says:

    Comunque, nessun tipo di paragone è possibile tra le dirette italiane e quelle americane. Neanche Sky tg24 si è salvato. Tutte soporifere. Da una parte c’erano l’adrenalina e gli ologrammi, dall’altra Renzo Arbore e Marisa Laurito… :S

  7. miriam Says:

    “An American with the name Barack Hussein Obama, the son of a white woman and a black man he barely knew, raised by his grandparents far outside the stream of American power and wealth, has been elected the 44th president of the United States.[…] His triumph was decisive and sweeping, because he saw what is wrong with this country: the utter failure of government to protect its citizens. He offered a government that does not try to solve every problem but will do those things beyond the power of individual citizens: to regulate the economy fairly, keep the air clean and the food safe, ensure that the sick have access to health care, and educate children to compete in a globalized world. […] Mr. Obama will have to move quickly to impose control, coherence, transparency and fairness on the Bush administration’s jumbled bailout plan.”

    editoriale del new york times.

    da notare l’incipit sulla razza e le origini economiche e “He offered a government that does not try to solve every problem” per la serie “peggio di Bush non potevamo andare, almeno così un tantino SPERIAMO di risalire”

  8. miriam Says:

    …marco dici soporifere perchè a turno ci siamo appisolati tutti, ma dai, era tardi!

  9. miriam Says:

    UNA COSA CHE NON MI PIACE:
    sull’home page del sito barackobama.com ti chiedono ancora una donazione, almeno 30 dollari e ti regalano anche la maglietta in edizione limitata. e mò basta. ma quanti soldi vuoi? se l’uomo più potente del mondo. questa non la doveva fare, troppo marketing.

  10. Alessandro Says:

    Davvero?? Voglio la maglietta! 😀

    Dai Miriam, se sai di poter ancora guadagnare soldi, ti fermeresti? Ora è il momento d’oro del partito democratico, va sfruttato pensando ai periodi di vacche magre. Anche Ferrero lo farebbe.. 😉

    Comunque Marco è l’unico che non si è appisolato… A parte l’orario, a sentire quei commenti mi sarei addormentato anche alle sei del pomeriggio. Dicevano tutti ovvietà che si sarebbero potute dire anche giorni prima delle elezioni. Contributi di scarsissimo valore. Da Rossella a Veltroni, passando per Frattini.

  11. Marco Says:

    Grazie che non mi sono addormentato dovevo monitorare la mia scommessa. Cmq criticatemi tutti ma lasciate stare il mio Kikko Mentana. Chiudo, prima però mi sorge il dubbio che stiamo andando un tantinino fouri tema. Lungi da me però impersonare uno di quei noiosi moderatori di blog!

  12. Luca Says:

    Mi sono addormentato che Barack si era aggiudicato 13 grandi elettori. Mi sono risvegliato con i dati del Massachusetts che mi scorrevano davanti e con la CNN che di grandi elettori gliene attribuiva ormai più di 100. Adesso che scrivo sono già trascorse quasi 24 ore, Miriam avrà già scoperto d’essere stata fotografata mentre dormiva, e sui notiziari non si parla che del nuovo presidente americano. Un presidente che, checché se ne dica, é già riuscito a raggiungere tre obbiettivi fondamentali per gli USA ma anche per chi gli USA li guarda da lontano:
    – Ha contribuito a ridurre notevolmente i pregiudizi razziali.
    – Ha rivitalizzato la Democrazia Americana.
    – Ha dimostrato che il sogno americano resiste e può ancora realizzarsi.

    Tutto questo non é poco. Ma ovviamente c’é ancora molto altro da fare e da dimostrare.

  13. miriam Says:

    …e poi le issues sul sito ci sono, e ce ne sono molte. non 4 o 5 punti “tanto per semplificare”. e comunque di questa roba della foto non sapevo nulla. maledetti.

  14. Alessandro Says:

    Sí vero, forse andiamo anche fuori tema.. ma qualche punto di discussione lo diamo 🙂

    Per ritornare al centro della questione, dico che sono d’accordo con Marco. La comunicazione non può e non deve diventare politica, può solo diventare una degenerazione della stessa, qualore fosse il solo centro d’attenzione dell’agone politico.
    La comunicazione è uno strumento della politica. La politica è di più: è tecnica, è saper gestire la res publica, è la difesa degli interessi comuni, .. La politica è contenuto.
    Credo che questo diverso modo di pensare la comunicazione e la politica dipenda solo dalla diversa formazione di marco e mia da quella del professore.

  15. miriam Says:

    …e infatti io mi ritrovo di più in una visione diversa. è vero, saranno gli anni a studiare meyrowitz ma ciò che credo vada abbandonato sia il vedere la comunicazione politica come la sola creazione di slogan.
    ora dirò una serie di luoghi comuni.
    siamo nella società dell’informazione, nella modernità liquida, ormai non si può parlare neanche più di valori post materialisti.
    e nella nostra società non si può che veicolare i messaggi politici attraverso una comunicazione studiata. anche per non perdersi nel rumore di fondo.

    forse non sono stata affatto chiara. risento della notte più o meno insonne 🙂

  16. Alessandro Says:

    Miriam, hai ribadito quello che ho detto io.
    La comunicazione non è solo creazione di slogan, assolutamente. La comunicazione è però uno strumento della politica. Fondamentale in questa società ma uno strumento.

  17. Sole Says:

    Con notevole ritardo, ma…
    Non ho resistito per l’intera nottata elettorale, lo confesso e faccio mea culpa, ma mi sono fatta una tale scorpacciata di commenti, previsioni e speculazioni, nonché a volte stimolanti altre assolutamente dubbi paragoni tra Obama e vari politici italiani (chi dice che ricorda il Berlusconi del 1994, chi afferma quasi che è stato Bossi col suo linguaggio diretto e lo spirito movimentista della Lega a ispirarlo e chi, in preda a uno slancio d’entuasiasmo irrefrenabile, afferma che se Obama venisse in Italia potrebbe in un solo giorno, compiendo le fatiche di Ercole con estrema facilità, rifondare la politica del nostro paese ecc…). L’entusiasmo per la vittoria di Obama ha davvero contagiato il mondo. Sicuramente la sua storia personale e il simbolo che incarna, come avete già abbondantemente detto, hanno catalizzato l’attenzione e creato una grande onda empatica. Adesso, si tratterà di vedere se riuscirà a realizzare ciò che ha promesso e a ripagare tanto entusiastico sostegno alla prova dei fatti. Intanto, a noi, tocca stare e guardare la sfilata di politici italiani che sembrano convinti che basti dimostrare stima, apprezzamento e fiducia in Obama per saltare su un fantomatico carro mondiale del vincitore. Ora che ha vinto piace a tutti e tutti gli riconoscono carisma e gli attribuiscono capacità eroiche da salvatore del mondo e persino, cosa fino a martedì improponibile, eperienza e programma di tutto riguardo! L’Italia gioisce perché la first lady indosserà scarpe made in italy e intanto ascolta le dichiarazioni di Gasparri! Mi viene quasi voglia d’America!

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