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Federico Boni: IL Superleader

gennaio 26, 2009

Partendo dalla oggettiva constatazione di una politica sempre più spettacolarizzata e mediatizzata e dall’inevitabile personalizzazione della stessa con il proprio leader di riferimento l’autore cerca, attraverso l’analisi delle maggiori testate giornalistiche italiane e di specifici eventi, di offrire una lettura del ” Fenomeno Belrusconi” nelle sue molteplici sfaccetature.berlusca2

Nella sua personale fenomenologia Boni parte dallo studio del corpo del leader, inteso non tanto come corpo politico quanto come corpo “mediale” dell uomo Berlusconi, e del sapiente usco che egli ne fa. Ecco che allora nei diversi capitoli ci viene presentato il Berlusconi “unto dal signore” che ha affrontato e sconfitto il cancro dando nuova vita al suo corpo malato, il Berlusconi “immortale” che blocca la caducità del suo corpo grazie ad un’operazione di lifting e che riesce in tal modo ad apparire agli occhi del consumatore/elettore come un perfetto prodotto di consumo sempre nuovo e intramontabile o in ultima analisi un Berlusconi “femminile” attraverso un’analisi delle donne di cui si circonda il cavaliere.

Il risultato è quello di una figura caleidoscopica: un Berlusconi “Uno nessuno e contomila”, icona sacra e al tempo stesso pop degna di essere ritratta da Andy Whorol, conseguenza e fine ultimo dell’industria cultural-popolare, il moderno super uomo della società dello spettacolo che diventa super leader in grado alla fine addirittura di trascendere il suo corpo per diventare linguaggio.

Berlusconi è dovunque perchè tutto è Belusconi” Alberto Abruzzese

What Else?

novembre 14, 2008

Il rapporto tra comunicazione e politica è presente sin dai tempi dell’antica Grecia, sia Aristotele che Platone testimoniano come la politica già allora si servisse della comunicazione al fine di ottenere o consolidare il consenso politico. Al giorno d’oggi però penso che la politica sia passata dal servirsi della comunicazione ad esserne asservita e troppo spesso, sbagliando, si tende ad individuare un buon politico con un buon comunicatore.

La politica non è infatti solo uno spazio pubblico in cui ognuno liberamente esprime idee, orientamenti culturali e visioni programmatiche al fine di ottenere il consenso ma è o per lo meno dovrebbe essere, per quel che mi riguarda, sopratutto il saper governare al meglio la cosa pubblica per il bene della collettività.

Purtroppo nella società dello spettacolo in cui viviamo la politica è diventata una banalissima merce venduta all’elettore/consumatore invogliato a comprare il prodotto da tecniche di comunicazione e marketing politico sempre più accattivanti e pervasive.

Per questo nelle moderne campagne elettorali si bada più al volto del candidato, alla sua immagine e al farlo “apparire” agli occhi degli elettori come un buon politico. Spettacolari e costosissimi One Man Show in cui abbondano retorica e populismo.

Recentemente abbiamo assistito addirittura alla mitizazzione di un candidato, non c’era nessuno che non pronunciasse il nome di Obama e il suo orecchiabile slogan Yes We Can ( altro che l’ I like Ike di Eisenhower) ma il perchè lo si dicesse non si sa, almeno credo che la maggior parte non lo sapesse. Diciamo che faceva fico ed era di moda.

Ho chiesto ad una mia collega americana perchè fosse a favore di Obama, mi ha risposto: ” perchè è giovane e si presenta bene”, mi chiedo quante persone abbiano dato il loro voto motivandolo così, secondo me molte.

Sia ben chiaro non voglio fare un processo preventivo al neo Presidente ma voglio solo scindere la figura del comunicatore da quella del politico. Lui ha comunicato, attraverso un’ottima campagna elettorale, una Nuova Speranza facendo breccia nel cuore di un’ America al collasso economico che non si aspettava altro che sentire quelle parole, bisognerà vedere se riuscirà a trasformare in politica quello che ha promesso, cosa che mi auguro vivamente. Al momento però non posso che considerarlo il prodotto perfetto della moderna comunicazione politica, un mix in salsa black tra il giovane ed elegante Kennedy della ” Nuova Frontiera” e il  ” Greatest Comunicator” Ronald Reagan. What else?