???

novembre 14, 2008 by

in attesa di leggere e commentarvi, e salutando lietamente l’arrivo dei post ; ) , mi date un parere su questo?

chi ci va poi ci racconti la dajenight … io sono rimasto bloccato qua.

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What Else?

novembre 14, 2008 by

Il rapporto tra comunicazione e politica è presente sin dai tempi dell’antica Grecia, sia Aristotele che Platone testimoniano come la politica già allora si servisse della comunicazione al fine di ottenere o consolidare il consenso politico. Al giorno d’oggi però penso che la politica sia passata dal servirsi della comunicazione ad esserne asservita e troppo spesso, sbagliando, si tende ad individuare un buon politico con un buon comunicatore.

La politica non è infatti solo uno spazio pubblico in cui ognuno liberamente esprime idee, orientamenti culturali e visioni programmatiche al fine di ottenere il consenso ma è o per lo meno dovrebbe essere, per quel che mi riguarda, sopratutto il saper governare al meglio la cosa pubblica per il bene della collettività.

Purtroppo nella società dello spettacolo in cui viviamo la politica è diventata una banalissima merce venduta all’elettore/consumatore invogliato a comprare il prodotto da tecniche di comunicazione e marketing politico sempre più accattivanti e pervasive.

Per questo nelle moderne campagne elettorali si bada più al volto del candidato, alla sua immagine e al farlo “apparire” agli occhi degli elettori come un buon politico. Spettacolari e costosissimi One Man Show in cui abbondano retorica e populismo.

Recentemente abbiamo assistito addirittura alla mitizazzione di un candidato, non c’era nessuno che non pronunciasse il nome di Obama e il suo orecchiabile slogan Yes We Can ( altro che l’ I like Ike di Eisenhower) ma il perchè lo si dicesse non si sa, almeno credo che la maggior parte non lo sapesse. Diciamo che faceva fico ed era di moda.

Ho chiesto ad una mia collega americana perchè fosse a favore di Obama, mi ha risposto: ” perchè è giovane e si presenta bene”, mi chiedo quante persone abbiano dato il loro voto motivandolo così, secondo me molte.

Sia ben chiaro non voglio fare un processo preventivo al neo Presidente ma voglio solo scindere la figura del comunicatore da quella del politico. Lui ha comunicato, attraverso un’ottima campagna elettorale, una Nuova Speranza facendo breccia nel cuore di un’ America al collasso economico che non si aspettava altro che sentire quelle parole, bisognerà vedere se riuscirà a trasformare in politica quello che ha promesso, cosa che mi auguro vivamente. Al momento però non posso che considerarlo il prodotto perfetto della moderna comunicazione politica, un mix in salsa black tra il giovane ed elegante Kennedy della ” Nuova Frontiera” e il  ” Greatest Comunicator” Ronald Reagan. What else?

Politica é anche comunicazione

novembre 14, 2008 by

Con comunicazione intendiamo il fenomeno attraverso cui trasmettiamo delle informazioni, che si tratti di semplici dati, di pensieri, di sentimenti, di promesse e così via. Possiamo concordare sul fatto che la comunicazione, se ben realizzata, può aiutare a trovare condivisione sui concetti che cerchiamo di veicolare. Questo significa che tanto più si é abili nel comunicare un concetto, tanto più si riuscirà a convincere l’interlocutore della sua validità; tanto più si riesce a dare credibilità alle promesse e maggiore diventerà, agli occhi di chi si ha davanti, la bontà delle intenzioni comunicate. In altre parole, meglio si riesce a comunicare, più sarà facile conquistare la fiducia di chi sta ascoltando.

Sappiamo che la fiducia, in politica, si traduce in consenso; e che il consenso, in una democrazia, è condizione imprescindibile per governare. Questo fa dell’ars comunicandi un fattore fondamentale per ottenere il supporto che necessità a chi si propone di interpretare ruoli dirigenziali.

Bisogna però capire fino a che punto la fiducia verso un politico (o, generalizzando, verso la politica tutta) possa reggersi sulla sua capacità di trasmettere dei concetti, e quanto invece le testimonianze concrete dell’impegno mostrato (o promesso all’elettore) siano influenti sulle scelte dell’elettorato. E inoltre, spostandoci più nello specifico, bisogna stabilire quanto la comunicazione in senso stretto sia realmente funzionale alla concretizzazione di azioni e prestazioni politicamente rilevanti.

Sono dell’opinione che non sia possibile vedere la sola comunicazione come criterio di giudizio sufficiente per classificare un buon politico come tale. E non sono d’accordo neppure nel vederla come una nuova cultura, ovvero come un nuovo modo di fare la politica. Credo che la politica rimanga caratterizzata in buona misursa da decisioni, comportamenti, atteggiamenti finalizzati a perseguire degli obbiettivi (tra questi il primo è, o dovrebbe essere, il benessere collettivo). Il consenso si guadagna promettendo l’attuazione di certe politiche ma anche comunicandone l’avvenuta realizzazione e naturalmente quanto di buono esse abbiano portato (ricordo il sempreverde adagio del marketing “fare, fare bene, farlo sapere”).

Bisogna però riconoscere alla comunicazione politica – e ne abbiamo avuto recentemente al conferma – un innegabile merito. La campagna per le presidenziali USA ci ha infatti dimostrato come la forza e l’efficacia d’un discorso, di un buon discorso, possano incidere profondamente nella coscienza collettiva fino al punto da indurre la stessa collettività a quella partecipazione attiva che è linfa vitale per le nostre democrazie. E’ così merito del modo in cui un politico ha saputo comunicare le sue intenzioni di cambiamento se milioni di cittadini, oltre ad affidare a quello stesso politico la loro fiducia e le loro speranze, si sono sentiti nel dovere, ma anche e soprattutto nel diritto, di fare proprie quelle istanze di cambiamento e di impegnarsi in una straordinaria attività di volontariato politico-sociale che ha finito con il risvegliare gli animi di chi si era rassegnato ad una politica esclusivamente top-down.

post???

novembre 13, 2008 by

visto che mi dite ne state parlando, perchè non scriverne? non post perfetti …. discussione aperta ….

oppure venite a discutere su fb, qua.

no il dibattito no

novembre 6, 2008 by

allora, mi pare interessante il dibattito sul rapporto tra comunicazione e politica, da sviluppare però, perchè penso sia importante, seppur non condividere “valorialmente” una posizione unica, arrivare alla condivisione di un punto di vista utile professionalmente alle cose che ci stiamo dicendo.

mi sembra poi che sicuramente c’è un problema di codici, che vuol dire per voi (e per me) comunicazione? usiamo la stessa parola ma diciamo cose diverse, quindi mi pare utile metterci d’accordo e trovare un codice comune.

ancora sarebbe utile capire cosa ciascuno intende per politica, anche in questo caso per partire dalle definizioni e arrivare al punto di vista della consulenza.

insomma una delle cose che mi sento di suggerire a chi vuole fare il consulente politico è di distinguere tra le proprie convinzioni, sia politiche che sulla politica, da quella che è la prospettiva “utile” di lavoro. in mezzo, se ci fosse una distanza, si pone la questione etica.

vi propongo allora di usare questi dieci giorni prima di rivederci per provare ciascuno a ragionare su:

– una definizione di politica

– una definizione di comunicazione

– i loro rapporti

– la propria lettura, seguendo le definizioni date, delle elezioni americane

– gli elementi centrali della dinamica complessiva “comunicazione politica” (quelli che io ho indicato come leader messaggio emozione/interesse linguaggio)

– la lettura della campagna americana distinguendo dove è solo costruzione pubblicitaria e dove c’è un contenuto (ad es.: lo spot make history: è solo pubblicità o è politica?)

spero si capisca, se no ditelo. se avete o vi fate un account wordpress e me lo mandate vi invito così potete postare direttamente. anche cose provvisorie, ipotesi, quello che vi viene in mente se ci pensate. poi si discute e commenta.

se sapete che c’è qualcuno che non passa di qua ma è interessato avvisate.

in bocca al lupo se avete esami e HOPE!

3. il percorso di marketing politico

novembre 4, 2008 by

alert uno

novembre 3, 2008 by

la lezione di mercoledì 5, causa us election night romana, è sospesa. si farà regolarmente lezione martedì 4 e poi si riprenderà martedì 11.

compiti a casa: osservare risultati e commenti sulle elezioni americane ed individuare punti di differenza con l’italia.

info uno

ottobre 28, 2008 by

di seguito i primi ppt (purtroppo senza immagini e filmati … troverò un modo per metterne alcuni).

in quello sui modelli di mp ci sono le indicazione bibliografiche con i filoni tra cui scegliere.

ricordo che l’esame sarà composto da due fasi (solo una delle due per chi necessita di mezzo modulo):

– una sulla metodologia di consulenza (dispense distribuite nella seconda metà del corso)

– una sugli aspetti teorici, con la scelta di un filone di studi legati ad uno dei modelli di marketing politico esaminati e la relativa bibliografia.

ricordo anche che il programma di ciascuno andrà concordato e che è benvoluto chiunque voglia fare ricerche o progetti specifici.

2. i modelli di marketing politico

ottobre 28, 2008 by

1. le fasi della comunicazione politica italiana

ottobre 28, 2008 by